Rabbia, tristezza, frustrazione: 5 “trucchi” per recuperare energia

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Come spiega meravigliosamente Vladimir Zeland nell’ambito del Transurfing, ogni giorno siamo travolti, trascinati e vampirizzati da innumerevoli “pendoli” distruttivi. Ma cos’è un pendolo? Lo conosciamo fin troppo bene, ma la maggior parte di noi non ha mai avuto occasione di smascherarlo all’interno delle proprie dinamiche di vita. Zeland lo chiama pendolo, ma lo stesso concetto è ricorrente nella letteratura esoterica sotto altri nomi quali “egregora”, “credenza”, “forma pensiero” o “volador”…. Si tratta di una forma energetica mentale parassita, viva e autonoma potremmo dire, che si crea quando diverse persone pensano la stessa cosa, nella stessa direzione, allineando così i loro parametri di energia mentale. L’energia del pensiero dei singoli individui si fonde in un unico flusso, che comincia a vivere di energia propria , pronta ad assoggettare alle sue leggi gli individui responsabili della sua creazione.

Ma facciamo un esempio concreto. Noi entriamo in un pendolo ogni volta che aderiamo ad un’idea precostituita, condivisa: un’ideale, un luogo comune, un identità aziendale, una fede sportiva, etica, religiosa, politica, ma anche un brand,… Da quel momento ogni pensiero o azione fisica che compiamo in nome di quell’idea, andrà ad alimentare e “ingrassare” il pendolo, cedendo parte della nostra energia personale.

L’unico obiettivo del pendolo infatti, come ogni parassita, è sopravvivere. E per farlo ha necessità di attingere costantemente energia psichica, emozionale e fisica dalle persone che lo alimentano.

Ogni volta che percepiamo un disagio, cadendo vittime di un conflitto, di una percepita mancanza, di un senso di colpa o del dovere…se guardiamo attentamente, stiamo agendo sulla spinta di un pendolo,  La frustrazione che sentiamo causata dal fatto che la realtà che viviamo non rispecchia la nostra idea, astratta e pre-concetta appunto, di come dovrebbero andare le cose, è un ottimo indicatore che stiamo cedendo energia ad un pendolo,

Ma come  ci si può sottrarre all’energia di un pendolo?

Non certo combattendolo. Il pendolo, in quanto tale, oscilla e si alimenta dell’energia che arriva in entrambe le direzioni, da chi lo sostiene e da chi lo combatte.

Il primo passo da fare è rinunciare alla lotta. Questo significa accettare il pendolo, non accoglierlo, ma osservarlo riconoscendogli semplicemente il diritto di esistere.

Una volta che abbiamo compiuto questi primi due passaggi:

1) riconosciuto che siamo vittima di un pendolo

2) rinunciato all’idea di contrastarlo

siamo già a un ottimo punto.

Ora possiamo scegliere la tecnica per neutralizzare il pendolo. Vediamo come:

Strategia 1 – Ignorare il pendolo

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La strategia prevede di “fare il vuoto”. Non collaboro con il pendolo e non mi difendo. Lo ignoro. Non  lasciarsi agganciare dal pendolo,  lo costringe a lasciarvi in pace, perchè lui agisce solo su coloro che accettano il suo gioco e che entrano nella sua frequenza. Pensate semplicemente “Ma che questo pendolo se ne vada al diavolo…!”. Un esempio: siete assediati da un collega che cerca puntualmente lo scontro e questo vi mette in difficoltà. Il pendolo in azione è quello del “io valgo se mi so far rispettare” e sia che decidiate di accettare lo scontro o di odiarlo in silenzio, questo alimenterà inesorabilmente il pendolo. Abbandonare il pendolo significa lasciarlo semplicemente andare, sganciando la propria autostima dalla dinamica dei continui attacchi dal collega. Il pendolo non troverà più energia e vedrete che il collega presto vi lascerà.

2 Strategia: L’approccio Aikido

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A volte le circostanze non permettono però di ignorare l’attacco. Nelle arti marziali si sfrutta spesso la direzione del colpo sferrato dall’attaccante, lo si accompagna per un po’ e poi lo si lascia, neutralizzandolo con le sue stesse armi. Analogamente, nel momento in cui siamo chiamati ad affrontare necessariamente il pendolo, possiamo assecondarlo inizialmente, tenendo salda la consapevolezza di ciò che stiamo facendo, per poi metterci diplomaticamente in disparte in  un secondo momento. Ad esempio, se venite convocati dal vostro capo per confrontarvi su un “tema caldo”, non sarebbe proficuo nè prepararsi allo scontro ne negarsi al confronto. Il pendolo in azione è “io sono il capo e qui comando io”. Una possibilità in questo caso è assecondare inizialmente l’interlocutore in modo che eserciti il suo potenziale di attacco e permettergli di mettere in scena il suo pendolo.  La vostra osservazione esterna e consapevole della dinamica però, vi permette di non vibrare alla stessa frequenza del pendolo che di conseguenza non verrà alimentato e prima o poi di disperderà.

Questo è solo un piccolo assaggio di un modello straordinario quale è il Transurfing. In queste poche righe non mi propongo certo  di riassumere o parafrasare ciò che viene magistralmente spiegato da Vladimir Zeland. I suoi testi sono

 

La mente mente… smaschera le 4 “malefiche” credenze della mente

einstein la mente intuitiva è un dono sacro la mente razionale è un fedele servo

La mente mente.

La voce della nostra mente ci inganna, distorce, confonde, sussurrandoci costantemente punti di vista spesso depotenzianti rispetto alla vita, a noi stessi e agli altri. La mente è come un piccolo pc stand alone, che elabora risultati e soluzioni sulla base dei dati archiviati fino a quel momento. E’ un circuito chiuso, autoriferito, conservativo: il suo obiettivo infatti è l’autoconservazione.

ll Cuore è uno strumento estremamente più potente e intelligente della mente, sia in termini di potenza sia di velocità del segnale. Il Cuore è connesso 24h al giorno all’intero network, scarica informazioni da una sorgente molto più ampia, conosce un’immensa quantità di informazioni di cui noi semplicemente non siamo consapevoli. Il Cuore è la sede dell’Intuizione: a nostra insaputa, il Cuore scarica milioni di informazioni dall’ambiente e dal Network in senso più ampio, le sistematizza, le integra tra loro e poi ci suggerisce un’idea o una sensazione, che al momento può sembrarci “strampalata” proprio perché non riusciamo a spiegarcela razionalmente.

mente credenze

La mente: un pc stand alone, isolato, autoriferito.

network cuore

Il Cuore: costantemente connesso al Network. Scarica milioni di informazioni, a nostra insaputa.

Mente e Cuore guardano alla stessa scena da due punti di vista diversi. La mente è in grado di vedere solo ciò che la circonda nell’immediato, mentre il Cuore ha una base dati allargata, vede le cose in una prospettiva molto più ampia, dispone di una mappa dall’alto ed è quindi in grado di valutare ostacoli o opportunità che la nostra mente limitata non può neanche immaginare . Affidarsi all’intuizione del Cuore rappresenta un opportunità straordinaria perché in ogni situazione ci permette di chiedere “l’aiuto da casa”.

Facciamo un esempio: se questo è il punto di vista della mente:

002

…questo è il punto di vista del Cuore:

mappa dall'alto

Ma per orientarci all’interno di questa matrice è necessario imparare a distinguere la voce della mente da quella del Cuore.

Ecco dunque alcuni spunti e indizi che ci possono aiutare a  smascherare l’insidiosa vocina della mente quando pretende di suggerirci ipotesi e idee al di fuori del suo ambito di azione,

La mente ha un innata propensione al pessimismo. Il suo ruolo è quello di mantenerci in vita e nel corso dell’evoluzione ci ha preservato in vita conferendoci uno stato di allerta costante rispetto ad un ambiente ostile. Si tratta quindi di un energia  tendenzialmente oscura, pessimista, allarmista. Ama soffermarsi sui potenziali rischi e prevedere possibili attacchi, aggressioni e ostacoli.

Detto questo, è facile osservare come la nostra cultura sia fortemente sbilanciata verso le dinamiche della mente e questa tendenza diventa evidente in quella spasmodica propensione generale alla negatività che si palesa quotidianamente sia a livello individuale, nelle dilaganti forme di ansia e depressione,  sia a livello sociale, nel battage mediatico tragico-sensazionalista in cui si celebrano unicamente il dramma, la paura, la violenza.

La mente ci dice io, io e ancora io. La sua priorità è la saturnina urgenza a separare, distinguere, dividere. Separare quello che sono io da quello che è il mondo. Tramite la distinzione, la separazione, riconosce la propria individualità. Riconosce la propria identità soltanto focalizzando le differenze che distinguono l'”io” dal resto del mondo. Nel confronto e nel paragone trova la sua malsana area di comfort.

Ma vediamo meglio le 4 macro Credenze depotenzianti, così come spiegate da Paul Pearsal ne “Il codice del Cuore”, tramite cui la mente deforma ogni giorno la nostra percezione della realtà:

  • 1° credenza depotenziante: il mondo esterno agisce contro di noi.

Il cervello percepisce il mondo come un problema da affrontare, un luogo crudele e ingiusto contro cui lottare fino all’ultimo sangue per contrastare le inevitabili sciagure che ci portaquotidianamente. Secondo la nostra mente non siamo noi ad agire sul mondo, ma è il mondo ad agire su di noi. Egli continua a ripeterci di sforzarci oltremodo per prepararci alle peggiori sventure. Ecco che si crea così tra mente e corpo un rapporto sadomasochista in cui la mente abusa del corpo sfibrandolo progressivamente mantenendolo in uno stato di costante eccitazione e di intossicazione da azione/lavoro. Il Cuore resta così muto spettatore di questo spettacolo suicida, privato di ogni possibile area di influenza.

  •   2° credenza depotenziante: povero me!

La mente si lamenta, appena riesce. E’ lei che ci sussurra quei pensieri in cui ci sentiamo vittime di ingiustizie, di mancata gratitudine, di mancato riconoscimento dei nostri sforzi, dei meriti e delle qualità…. La mente ci esaspera all’idea che le cose non sono andate a “nostro modo“, mentre il Cuore se che le cose possono andare in un solo Modo: il modo in cui sono andate.

  •  3° credenza depotenziante: Il lavoro duro ripaga sempre.

Visto che, secondo il cervello  il mondo è crudele e inospitale, sopravvivere per lui deve essere necessariamente faticoso… Ecco così che diventa per noi naturale affannarci di lavoro, la priorità è tenere tutto sotto controllo. Ci sentiamo “contrattualmente tenuti” a  sacrificare tutti quegli aspetti della nostra vita così cari e essenziali al Cuore.  La credenza di fondo è “io devo vincere, devo farcela“, proiettandoci  così in una realtà competitiva in cui non bisogna mai abbassare la guardia per avere successo. Il Cuore invece sa bene che il successo non si può rincorrere ma si manifesta come naturale conseguenza di un approccio al mondo amorevole, connesso, gentile ed equilibrato…in una sola parola “connesso”.

  • 4° credenza depotenziante: Posso cambiare le persone.

La mente si ritiene un efficace manipolatore delle menti altrui. Quando però le persone non mostrano di aderire ai nostri input ecco che la mente si fa impaziente, entra in stress e propone reazioni di aggressività. Il Cuore invece sa bene che non si possono cambiare le persone, ma si può solo imparare a pensare diversamente riguardo alle persone, adottando un approccio più gentile e tollerante, “connesso” appunto. Questa  “modalità connessa”, tollerante e amorevole, finisce poi per operare i cambiamenti che nessuna intenzione mentale riuscirebbe a generare.   Ciò che accade è che si genera una contaminazione sottile da cuore a cuore (“i shin den shin” direbbero i monaci zen) in cui non c’è nessuno che modifica nessuno, si esce dalla dinamica causa-effetto per entrare in una dinamica di sincronicità in cui semplicemente ci sono  due cuori che entrano in risonanza ad un più alto livello vibratorio, modificando la realtà.

Buona sincronicità.

Michela Bonelli

Come funziona (e come si modifica…) il Sistema di Credenze e Convinzioni

Vi presento il mio ultimo video sul sistema di convinzioni. Si tratta di una divertente animazione  che spiega la profonda relazione che esiste tra  il nostro sistema di credenze e il processo di creazione della nostra Realtà. Il video chiude con un accenno ad alcune metodologie utili per modificare il sistema di credenze, che ritengo essere  il punto forte di questa visione. La teoria delle Credenze infatti non solo ci permette di inquadrare la causa degli accadimenti della nostra vita, ma ci offre una chiave di accesso per modificare il nostro stato di consapevolezza e di conseguenza della realtà, in modo semplice e senza “effetti collaterali”. Il metodo che utilizzo personalmente, su di me innanzitutto e sulle persone che mi chiedono aiuto, si chiama Psych-K, una tecnica straordinaria che coniuga il test kinesiologico con alcune manovre di bilanciamento emisferico, volte a  ripristinare la coerenza emisferica rispetto ai temi che ci mettono in conflitto, il più delle volte a causa di nostre credenze inconsce depotenzianti.

Buona visione!

Michela Bonelli

 

Coerenza Cardiaca e Cardiocontemplazione

Il nostro Cuore e il suo campo energetico rappresentano i più grandi alleati per l’evoluzione individuale e globale. Aumentare consapevolmente la propria coerenza cardiaca (che è lo stato energetico di profonda connessione tra Cuore e Cervello)  è una precisa responsabilità individuale, volta ad accelerare l’evoluzione armonica del Pianeta.

Fonti:

– Hearthmath Institute: http://www.heartmath.org/

– Leggi on line Il Codice del Cuore di P. Pearsal http://it.scribd.com/doc/26335068/Il-Codice-del-Cuore-P-Pearsal-http-zewale-com

– Un video introduttivo prodotto dal Heartmath Institute e tradotto da Claudia Galli

 

Michela Bonelli

Bashar: Conscio, Subconscio e Inconscio…upside down!

Solitamente visualizziamo Conscio, Subconscio e Inconscio secondo uno schema “piramidale” dove  l’Inconscio viene collocato visivamente più in basso, nei “sotterranei”, mentre il Conscio svetta in alto, tra le zone emerse, suddivisi da una terra di mezzo, il Subconscio appunto.

Rappresentazione classica della tripartizione conscio/subconscio/inconscio.

Rappresentazione classica della tripartizione conscio/pre-o subconscio/inconscio.

 

In questo video Bashar spiega come questa rappresentazione sia confusiva sia controproducente per chi sta lavorando ad affinare una sempre più consepevole proiezione della realtà.,

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=mu4c0qEgyCQ&w=420&h=315]

 

Ripercorriamo con lui i passi principali.

Siamo composti da 3 enti distinti, ognuno letteralmente si muove in una Realtà a parte:

Mente Superiore, colui che non si identifica con la realtà fisica, che vede le cose dall’alto. E’ la parte di noi che Concepisce idee, visioni, ispirazioni  (Conceiver).

Cervello Fisico, è la macchina biologica.  Riceve i messaggi concepiti dalla Mente Superiore (Receiver)

Mente Fisica, è la personalità. Percepisce i messaggi provenienti dalla Mente Superiore. (Perceiver)  Questa è la parte più delicata di questo processo, perché il messaggio giunto fino a qui. smette in questa fase di essere neutro e viene tradotto e interpretato  secondo gli schemi attivi nella persona: Sistema di Credenze,  Schemi di Pensiero, emozioni e comportamenti.

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Rappresentazione della tripartizione Mente Superiore (o Sé Superiore), Cervello fisico e Mente Fisica, secondo Bashar

E’ fondamentale quindi che la nostra Mente Fisica lavori in stretta connessione con la Mente Superiore, in modo da approfittare della sua guida che si manifesta tramite ispirazioni e intuizioni .

Queste due Realtà, quella Fisica e quella Superiore,  comunicano tramite un livello di Realtà intermedia, che Bashar chiama “Template Level Reality” e cioè una realtà, un Mondo vero e proprio, dove risiedono le “bozze” della realtà fisica. All’interno di questa relatà  esiste un condotto appunto, che mette in connessione Mente Fisica e Superiore, che si chiama Immaginazione. Attraverso l’immaginazione la persona si da il permesso di percepire liberamente ciò che gli giunge dalla Mente Superiore, sempre filtrato da gli schemi della mente fisica.

 

 

comunicare con il sè superiore

Immaginazione Step 2 – Il Cervello Fisico scarica le visioni provenienti dalla Mente Superiore. (Bashar)

bashar emotion thoughts beliefs

Immaginazione – step 2 – Una volta scaricato il messaggio dalla Mente Superiore, la Mente fisica procede a decodificarlo secondo i propri Sistemi di Credenze, Pensiero e Emozioni (Bashar)

 

bashar reality creation

Immaginazione – Step 3: tramite l’immaginazione la persona si da il permesso di percepire/proiettare liberamente ciò che ha ricevuto dalla Mente Superiore (Bashar)

 

 

Dopo aver chiarito questa visione, possiamo tornare alla nostra visione piramidiforme di Conscio, Subconscio e Inconscio.

Le tre componenti della Mente Fisica, Sistema di Credenze, Emozioni e Pensieri hanno livelli vibratori molto diversi tra loro.  Tra i tre il Sistema di Credenze, che la nostra psicologia definisce Inconscio, in realtà ha il livello vibratorio più alto, attiene appunto alla Template Reality

Le Emozioni, che attengono a ciò che comunemente definiamo Subconscio, hanno una vibrazione più densa rispetto alle Credenze mentre il livello con le vibrazioni più dense  e pesanti  in assoluto è quello in cui vengono generati i pensieri, definito dalla psicologia classica come mente conscia. A livello vibratorio questa è la dimensione più densa, più pesante.

Ecco che quando lavoriamo sul nostro sistema di convinzioni, è importante che ribaltiamo nel nostro immaginario la classica piramide. Infatti, se visualizziamo  di dover “scavare” per accedere alle credenze, istintivamente abbassiamo la nostra vibrazione entrando in una dimensione più densa, in cui non sono accessibili le credenze ma ancora una volta solo i pensieri, densi e pesanti appunto.

Buona Vibrazione,

Michela Bonelli